Il ruolo dell'AI Engineer in sintesi
Fare AI in CGN oggi significa lavorare su uno dei terreni più evolutivi del software: testo, immagini, retrieval e modelli generativi. Ma in un dominio come il nostro non basta usare tecnologie all’avanguardia. Serve trasformarle in sistemi affidabili, osservabili e utili per chi lavora ogni giorno con documenti, regole e processi reali. È questo il punto: innovazione, sì, ma con rigore.
Qual è il tuo ruolo?
Giovanni M.
Nel team AI mi occupo di guidare le scelte tecniche e di aiutare il gruppo a prendere decisioni sostenibili nel tempo. Una parte importante del mio lavoro è capire quando conviene sviluppare qualcosa in casa e quando invece è meglio adottare componenti già maturi e integrarli bene. Oggi lo stack AI cambia molto velocemente: la vera sfida non è inseguire ogni novità, ma capire rapidamente quale strada abbia davvero senso per il problema che stai affrontando.
Quali sono le attività che svolgi tipicamente durante un progetto software?
Giovanni M.
Si parte sempre dall’analisi del problema insieme al team e agli esperti di dominio: dati disponibili, qualità delle fonti, livello di accuratezza richiesto, vincoli reali. Poi arrivano PoC e feasibility, che per noi sono fondamentali: servono a misurare, non a intuire.
Nella fase di sviluppo lavoriamo su pipeline documentali, retrieval, classificazione, estrazione di informazione e sistemi basati su LLM. Ma il punto non è solo costruire il modello: è costruire il sistema attorno al modello. Quindi API, valutazione, monitoraggio, gestione degli errori e osservabilità. In ambiti vicini alla compliance o al legal, l’accuratezza non è solo una metrica: è una responsabilità tecnica.
Qual è l'ultima cosa che hai imparato che ti ha aiutato nell'esprimerti meglio nel tuo ruolo?
Giovanni M.
Negli ultimi tempi ho imparato a dare molto più peso alla governabilità del sistema, non solo alla sua performance. Un modello può anche andare bene in test, ma se non capisci perché sbaglia, quando sbaglia e con quale impatto, stai lavorando al buio.
Questo mi ha portato a ragionare di più in termini di valutazione continua, osservabilità e qualità del comportamento in produzione. In pratica: meno attenzione alla sola promessa della tecnologia e più attenzione alla sua affidabilità nel tempo.
Com'è lavorare in Tech Forge CGN?
Giovanni M.
Per me è un grande vantaggio lavorare in una realtà in-house di prodotto, perché quello che costruiamo non resta astratto: cresce nel tempo, si consolida e si confronta con bisogni reali. Questo cambia molto il modo in cui progetti, perché ti obbliga a pensare in termini di evoluzione, manutenzione e qualità.
Un ulteriore aspetto di grande valore è la possibilità di apprendere ogni giorno dal confronto con sviluppatori di lunga esperienza, anche al di fuori dell’ambito strettamente AI. Lavorare accanto a professionisti che hanno maturato negli anni competenze solide di prodotto, architettura e progettazione rappresenta un acceleratore importante di crescita. In un contesto di questo tipo è possibile costruire più rapidamente soluzioni robuste, facendo leva su conoscenze già consolidate anziché dover ripartire ogni volta da zero.
Ti piacerebbe ricoprire il ruolo di AI Engineer?
La tua missione principale sarà quella di sviluppare e integrare all’interno dei prodotti dell’ecosistema software CGN, nuovi servizi di AI, garantendone affidabilità, monitorabilità e stabilità nel tempo. Entrerai a far parte di un team trasversale e composto da soli AI Engineer. Vuoi far parte di Tech Forge CGN?